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Progetto in Bolivia per l’istruzione femminile

Progetto in Bolivia per l’istruzione femminile

Dopo 8 anni di presenza in Vilacaya, piccolo paese contadino sulle Ande boliviane, le missionarie della Consolata hanno riscontrato una notevole difficoltà, per le ragazze che terminano le superiori, a poter accedere a studi universitari o professionali. L’ostacolo più grande è certamente quello economico: l’università in Bolivia ha dei costi alti, le famiglie devono pagare vitto e alloggio nella città e il più delle volte l’università richiede l’acquisto di un computer per lo studio. Queste spese sono ingenti per famiglie numerose e con poche entrate; i prodotti dell’agricoltura e della pastorizia danno appena il necessario per vivere. Eppure, il sogno dei genitori è poter realizzare i sogni dei propri figli: uno studio che permetta l’ingresso nel mondo del lavoro specializzato. Se la situazione è problematica per tutti, per le ragazze lo è ancora di più, perché per una donna trovare un lavoro è più difficile e generalmente i salari sono più bassi. «Vogliamo aiutare le ragazze a realizzare questo sogno – raccontano le missionarie -. Alcune desiderano frequentare le scuole professionali nel campo dell’infermeria, gastronomia, taglio e cucito, altre desiderano entrare in una facoltà. Inizialmente pensiamo di dare loro 500 pesos boliviani mensili, che servono per coprire in parte le spese di iscrizione e di vitto e alloggio».

«Se c’è una cosa che ho sperimentato in Vilacaya, è dove sta Dio: al fianco del povero. L’ho visto, l’ho sentito: lui è lì, perché i poveri sono i suoi preferiti. Allora lo stare qui per noi è anche una profonda esperienza di Dio». Suor Stefania Raspo

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